Contatti elettrici

  • contatti a scatto magnetico
  • contatti elettronici
  • contatti induttivi
  • contatti a microinterruttore


Quando è necessario avere la lettura di uno strumento (manometro o termometro) sempre visualizzabile e nel medesimo tempo aprire o chiudere un sistema di circuiti elettrici, si deve ricorrere all’applicazione dei contatti elettrici sul quadrante. Sono disponibili tre tipi di contatti:
    - a scatto magnetico;
    - elettronico;
    - induttivo.

È disponibile anche il contatto a microinterruttore.
Gli strumenti dotati dei contatti elettrici indicati
in questa serie sono in accordo alla norma CEI EN 60947



CONTATTI A SCATTO MAGNETICO

Sono sostanzialmente costituiti da veri e propri interruttori elettrici a contatto, azionati dall’indice dello strumento. Mediante un dispositivo di regolazione è possibile predeterminare dall’esterno il valore al quale è richiesto l’intervento. La regolazione è possibile per l’intero campo di scala. Quando l’indice dello strumento coincide con quello del valore impostato, gli elementi di contatto toccandosi, provocano l’intervento. Con i dispositivi a contatto doppio questo avviene a due valori. La caratteristica di questi dispositivi è quella di avere un magnetino permanente fissato in prossimità del contatto, che ha la funzione di accelerare sia l’apertura che la chiusura, indipendentemente dalla velocità di rotazione dell’indice dello strumento e tale da ridurre al minimo la possibilità di scintillio. L’attrazione magnetica rende il contatto quasi insensibile alle vibrazioni; l’intensità di tale attrazione può essere variata a seconda delle diverse esigenze del cliente.




CONTATTI ELETTRONICI

I contatti elettronici, per le caratteristiche proprie del sistema di commutazione di prossimità, possono essere utilizzati in quasi tutte le applicazioni industriali. L’accuratezza di commutazione di questi dispositivi li rende particolarmente indicati per strumenti di precisione oppure a riempimento di liquido o per manometri a basse pressioni. Rispetto ai contatti induttivi, questo sistema è più economico in quanto non è prevista l’adozione del relè amplificatore. I contatti elettronici con uscita PNP sono adatti per commutare bassi carichi in CC (10 ÷ 30 V CC, =100 mA), come ad esempio segnali in ingresso per PLC.




CONTATTI INDUTTIVI

Intrinsecamente antideflagranti

Hanno anche essi la funzione di interruttori elettrici, ma in questo caso l’intervento viene effettuato da un relè, che riceve tramite un amplificatore, il segnale generato da un accoppiamento induttivo. L’indice dello strumento trascina nel suo movimento una bandierina metallica; in una posizione prefissata, quest’ultima interagisce con un campo magnetico ad alta frequenza, generando un segnale che viene inviato al relè. Per il loro principio di funzionamento i contatti induttivi risultano intrinsecamente antideflagranti, per cui sono utilizzati soprattutto in zone pericolose dove siano presenti gas o miscele altamente esplosive, come in impianti chimici o petroliferi. La mancanza di ogni contatto fra gli elementi dell’accoppiamento elimina inoltre il problema dell’usura, assicurando ai dispositivi di questo tipo una durata pressochè illimitata e senza alcuna necessità di manutenzione.





CONTATTI A MICROINTERRUTTORE

Questi dispositivi rappresentano una valida alternativa ai tradizionali contatti a scatto magnetico. La minore sensibilità degli interventi è compensata da una maggiore corrente di commutazione e da una più lunga durata del dispositivo.

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